Andare in Giappone, ma dove andare?

Dubbi pre-viaggio nel Paese del Sol Levante

Nel nostro Centro Studi spesso abbiamo organizzato corsi di lingua straniera, perlopiù trattando le lingue “tradizionali” come inglese, francese, spagnolo e tedesco. I corsi procedevano bene, studenti soddisfatti e dal punto di vista lavorativo la cosa finiva li. Tutto è cambiato da quando abbiamo organizzato per la prima volta un corso di lingua giapponese. È stato amore a prima vista. Non era mai successo con le altre lingue, forse perché si trattava solo di un mero studio della lingua. Invece già facendo i colloqui ai docenti madrelingua giapponesi ci siamo accorti che c’era qualcosa di diverso: ci siamo trovati in seria difficoltà a scegliere quello giusto, era tutti  bravissimi! Poi seguendo le lezioni dei corsi ci accorgevamo che non si trattava solo di uno studio rivolto al lessico e alla grammatica, ma riguardava molto di più: la cultura giapponese. Già da piccoli siamo bombardati con i manga e gli anime, poi ti bombardano di ristoranti e ti innamori del loro modo di cucinare, ma “scoprendo” anche la loro cultura e i diversi modi di fare non puoi non innamorartene.

E poi dopo lo studio matto della grammatica e dello Hiragana, Katakana e Kanji, dopo esserti documentato su tutti i modi di fare del presente e del passato dei giapponesi, tutto questo non ti basta più: devi organizzare un viaggio in Giappone, anche perché il prossimo obiettivo è quello di organizzare corsi di lingua giapponese in Giappone.

viaggio-in-giapponeCi siamo quasi, mancano pochi mesi alla data di partenza. Intere nottate a pianificare. Ovviamente in linea di massima, perché l’idea è quella di avere approssimativamente delle mete da visitare, ma comunque restare liberi di esplorare e perdersi nelle strade di Tokyo e Kyoto. Si, il viaggio è diviso in questo modo: 7 giorni a Tokyo e 6 giorni a Kyoto. Ma carta alla mano ora sembrano davvero pochi 13 giorni per visitare il Giappone. La guida di riferimento è quella di Lonely Planet (ho letto qualche recensione negativa riguarda al fatto che manca qualcosa, ma del resto è inevitabile: come puoi mettere tutto il Giappone in un volume?) La Lonely sembra completa dal punto di vista pratico/informativo: ci sono tutte le indicazioni necessarie agli spostamenti, mappe, informazioni pratiche, e così via. In generale non è che le guide mi entusiasmino, preferisco pianificare le mete con internet sui vari siti sul Giappone (in particolare ho trovato questo su Tokyo che mi sembra fatto proprio bene: Go Tokyo), ma comunque qualcosa di carta ci vuole sempre tra le mani.

Questo è il momento in cui ti assalgono i dubbi su cosa visitare e cosa fare, anche perché progettare un viaggio con mesi di anticipo ti da anche il tempo di cambiare idea in continuazione. Fermo restando che avendo l’albergo a Tokyo e a Kyoto (qualche notte si dormirà in un ryokan), il tempo per immergersi in queste due fantastiche città non mancherà, ma il dubbio riguarda Nara con i suoi cervi, il castello di Osaka e poi spingersi fino all’isola di Shikoku con il castello di Matsuyama ed il caratteristico ponte di Iya Kazura?  Ci serve davvero il Japan Rail Pass?

Una cosa è certa, in certi momenti del viaggio bisognerà affidarsi all’intuito e girovagare senza una meta ben precisa per poter gustare e assaporare il meglio del Giappone.

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